MATERIALE DIDATTICO compreso nei costi del Corso di Naturopatia
Frequenza di un fine settimana al mese per 3 anni con 1 intensivo l'anno
Scuola di Naturopatia Umanitas: Area formativa ad indirizzo generale

Epigenetica

Corso Alta formazione professionale in Naturopatia applicata


Docente: Naturopata Fabrizio Venturi

 

modulo formativo in Psiconeuroendocrinoimmunologia (PNEI)

Percorso in BioPsicosomatica » Epigenetica

A partire dal periodo successivo della codificazione del DNA umano, l’EPIGENETICA ha permesso di poter dimostrare ed evidenziare, come le influenze o informazioni che arrivano alle cellule del nostro corpo attraverso i mediatori biochimici prodotti dal nostro stesso organismo (ormoni, neurotrasmettitori, enzimi, ecc.) ed il sistema nervoso, possano cambiare il funzionamento del nostro DNA sia nel bene che nel male dei nostri equilibri. In sintesi, sino a poco tempo fa il paradigma generale, imponeva l’idea che il nostro destino era scritto nel nostro DNA sin dal concepimento con nessuna possibilità di cambiamento, ad eccezione di situazioni dove il DNA poteva essere deteriorato da stimoli che lo disturbavano direttamente (Radiazioni ionizzanti, Sostanze tossiche, ecc.). Sempre di più si stanno evidenziando prove dove, una valenza molto rilevante del funzionamento del nostro sistema immunitario, risenta molto efficacemente dello stato emozionale individuale. Oggi è possibile dire che l’epigenetica riesce a individuare i fenomeni per cui l’espressione genica possa sviluppare comportamenti anche ereditabili, senza peraltro avere modificato il DNA (Sweatt, Meaney, Nestler, Akbarian, 2013, cap. 1). Tra l’altro i cambiamenti epigenetici possono far cambiare il funzionamento di cellule che non si replicano, che cioè non si dividono, come per esempio i neuroni e i linfociti maturi. L’epigenetica, quindi, più in generale indica un determinato assetto dell’espressione genica che condiziona l’insieme delle attività della cellula in risposta agli stimoli ambientali. Si tratta, cioè, di un cambiamento adattativo. Per esempio, i neuroni usano meccanismi epigenetici per l’apprendimento, per la memoria, quindi per attività fisiologiche, ma il cervello può ricevere una “segnatura” epigenetica anche in condizioni patologiche, come nel caso di un disturbo mentale (depressione o altro). Questo tipo di segnatura, legata allo stato di salute di un organismo, può essere reversibile, a differenza della segnatura che interviene nella formazione dell’organismo (ontogenesi), che è caratterizzato da cellule che, per forma e funzioni, sono molto diverse tra loro, pur provenendo tutte dallo stesso patrimonio genetico costituito dall’ovulo fecondato (zigote).

Come è possibile, che da una unica cellula, dotata di un unico patrimonio genetico, possa sorgere tutta la diversità interna che troviamo in un organismo? Il mistero è spiegabile con la segnatura epigenetica permanente, che, senza cambiare i geni di quella cellula, che diventerà un neurone, o dell’altra, che diventerà un epatocita o una cellula cutanea, ne modula l’espressione per funzioni di specializzazione adattive alla complessità permanente dell’organismo nel suo equilibrio funzionale. Ci sono alcune osservazioni di cui tener conto per poter capire al meglio il linguaggio epigenetico:

  • La vita cellulare continua ad esistere anche se da una cellula viene tolto il DNA.
  • La vita cellulare si interrompe velocemente se viene a distrutta la membrana cellulare.
  • La vita cellulare si interrompe velocemente se vengono spenti i mitocondri.
  • Per differenziare le cellule c’è bisogno di un ambiente di coltura che stimoli la cellula stessa a specializzarsi nelle sue funzioni.

(1)
La vita cellulare continua ad esistere anche se da una cellula viene tolto il DNA.

Da esperimenti effettuati, l’enucleazione del Dna con i suoi 46 cromosomi dalla cellula, non porta alla morte della cellula stessa, ne tantomeno alla perdita delle funzioni di assorbimento ed escrezione; ma ciò che sicuramente cambierà è la possibilità di riproduzione della cellula stessa. Facendo un raffronto analogico fra le funzioni del DNA e l’organismo complesso, il DNA rappresenterebbe l’apparato riproduttivo nell’essere umano.

(2)
La vita cellulare si interrompe velocemente se viene distrutta la membrana cellulare.

La membrana cellulare con i suoi circa centomila recettori di membrana, può essere paragonata al sistema di elaborazione delle funzioni cellulari. Questo è dovuto essenzialmente alla capacità delle proteine, di cui sono costituiti i recettori, di modificare la propria forma con il contatto di segnalibioelettrochimici e quindi rendere permiabile o meno la membrana cellulare stessa alle sostanze exstracellulari. La membrana cellulare, sempre attraverso i suoi recettori seleziona al meglio alcune sostanze piuttosto che altre al fine di assicurare la stabilità e l’integrità del citoplasma. Altra qualità propria della membrana è quella di saper regolare, per via catalitica,molte funzioni vitali in quanto soprattutto a livello intracellulare, i recettori sono continuamente contattati da enzimi. Inoltre i legami delle proteine di membrana con il citoscheletro permettono di mantenere la forma più opportuna delle cellule.

(3)
La vita cellulare si interrompe velocemente se vengono spenti i mitocondri.

I mitocondri sono l’apparato da cui la cellula produce energia (ATP) per tutte le funzioni vitali. Oltre a produrre energia il mitocondrio, attraverso i suoi ribosomi rilascia proteine che andranno insieme all’RNA a fungere da trasportatori di informazioni all’interno della cellula fra la membrana cellulare ed il nucleo della cellula. Il mitocondrio, è l’unica struttura presente nell’organismo con un DNA diverso da quello somatico nucleare; infatti il DNA mitocondriale è interamente composto nei due alleli dal DNA materno. Quindi si può ipotizzare che il DNA mitocondriale sia la memoria di come si può produrre energia e che fine possa avere. Recentemente è stato scoperto un battere marino denominato “Clade Sar 11”, che pare sia l’antenato di tutti i mitocondri.

(4)
Per differenziare le cellule c’è bisogno di un ambiente di coltura che stimoli la cellula a specializzarsi nelle sue funzioni.

Sino a non molto tempo fa, il pensiero dominante su come certe funzioni dell’organismo umano si strutturassero, era basato sul paradigma che le cellule e conseguentemente i tessuti che compongono un’organismo eucariote, avessero un suo destino a partire dal tipo di DNA di cui fosse costituito. Ma da quando alla fine della codificazione del DNA, i ricercatori si sono accorti che le proteine di cui è costituito l’organismo umano (Più di 150.000) fossero molte di più di quanto i geni del DNA potessero produrre (Circa 23.000).

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